Ambito di applicazione della fattura elettronica e casistiche particolari



Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. 99/14 del 19 aprile 2018 della Decisione di esecuzione (UE) 2018/593 del Consiglio, l’obbligo per tutti gli operatori economici di emissione della fattura elettronica via SDI, previsto “Disegno di Legge Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”, è diventato pienamente operativo a far data dal 01/01/2019.


Soggetti esclusi dall’obbligo

Sono esclusi dall’obbligo di emissione solo i soggetti che operano in “regime di vantaggio” e “in regime forfettario”, quindi soggetti che hanno ricavi al massimo, pari a € 50.000 annui.

Questo per quanto attiene all’ambito soggettivo.


Ambito oggettivo

Quanto, invece a quello oggettivo, l’obbligo riguarda le operazioni che intercorrono tra soggetti residenti o stabiliti sul territorio nazionale e rilevanti IVA:

  • imponibili

  • non imponibili

  • esenti

  • non soggette.

Sono escluse quelle fuori campo IVA così come avviene già per lo “spesometro”.


Destinatari

I soggetti destinatari, invece, sono tutti i residenti o stabiliti sul territorio nazionale, ivi compresi forfettari, i soggetti in regime di vantaggio e i privati. Per questi ultimi, ovviamente, quando ricorrono i presupposti per l’emissione della fattura.

Giova precisare che tra i soggetti destinatari non sono da includere gli stranieri identificati in Italia ai fini IVA, sia direttamente che tramite rappresentante fiscale, ma non hanno una stabile organizzazione.

La normativa nazionale, prevedeva l’obbligo di fatturazione elettronica senza obbligo di preventivo accordo per le “cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato”.

Tale norma era in parziale difformità rispetto al perimetro entro cui l’Italia è stata autorizzata dal Consiglio UE e perciò l’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 13 del 2 luglio 2018 in tema di fatturazione elettronica obbligatoria, chiarendo che le disposizioni in parola non si applicano ai soggetti che sono identificati ai fini IVA in Italia, ma non sono stabiliti nel territorio dello Stato.


Comunicazione fatture transfrontaliere

Per le fatture sia emesse che ricevute da questi soggetti. vige l’obbligo di presentare una comunicazione telematica mensile delle operazioni transfrontaliere che stando alle norme tecniche dell’AdE, non si discosta dallo spesometro e quindi da tale comunicazione devono ritenersi escluse le operazioni comunicate in Intrastat e quelle con Bolletta Doganale.

Al riguardo è necessario il coordinamento di tale comunicazione con gli obblighi Intrastat, al fine di evitare incertezze ed inutili duplicazioni.

È possibile sottrarsi a tale obbligo, inviando allo SDI anche le fatture verso non stabiliti con lo stesso formato delle fatture verso residenti ma avendo cura di valorizzare il tag <CodiceDestinatario> con “XXXXXXX”.

Inoltre, affinchè il file XML sia accettato dal sistema dell’Agenzia delle Entrate il responsabile della trasmissione deve apporvi una firma elettronica (qualificata o basata su certificati Entrate) oppure, solo in caso di invio del file tramite upload sull’interfaccia web del servizio “Fatture e Corrispettivi” il sigillo elettronico dell’Agenzia delle.

Questo è quanto prevedono le specifiche tecniche dell’AdE.


É una soluzione conveniente solo nel caso in cui l’emittente fattura non riceve fatture passive dall’estero che è tenuto a comunicare. In tal caso resta esonerato dall’invio della lista mensile delle fatture transfrontaliere.

Diversamente. A mio parere, diventa una inutile complicazione.


Operazioni assimilate a cessioni intracomunitarie

Restando al tema dei soggetti stabiliti e non, ci sono alcune situazioni particolari meritevoli di approfondimento e soprattutto di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

È il caso di un soggetto nazionale che abbia in altro stato comunitario un plant o una stabile organizzazione o che ivi deve eseguire delle attività rientranti nell’esercizio della propria impresa per cui trasferisce dall’Italia all’altro paese comunitario, dei beni mobili.

Si tratta di un’operazione “assimilata” alle cessioni intracomunitarie, in regime di non imponibilità IVA, ai sensi dell’art. 41, comma 2, lett. c) del DL 331/93, per la quale ricorre l’obbligo di emissione della fattura, con l’indicazione del numero di identificazione attribuitogli nello Stato membro in cui trasferisce il bene, che è un dato obbligatorio per la tipologia di operazione in questione.

È fuori dubbio che il soggetto è un soggetto residente che essendo cedente é tenuto alla emissione di fattura elettronica, ma è anche contemporaneamente cessionario con numero di identificazione attribuitogli nell’altro Stato membro e quindi non obbligato a ricevere la fattura elettronica senza il proprio consenso.

In tale fattispecie, sembrerebbe che l’orientamento prevalente, in assenza di una chiara presa di posizione dell’AdE, sia quella di attenersi strettamente alla qualificazione dell’operazione. Vale a dire “operazione assimilata a cessione intracomunitaria” e perciò fuori ambito di applicazione delle norme sulla fattura elettronica.


Fatture elettroniche verso privati

Altra situazione meritevole di attenzione, riguarda le modalità di emissione della fattura elettronica verso i privati.

Le modalità di emissione e recapito, sono state chiaramente indicate nel provvedimento dell’Agenzia delle entrate n. 89757 del 30 aprile scorso.

Premesso che il privato non è tenuto ad avere una PEC e tanto meno ad attivare un canale verso lo SDI, le modalità indicate consistono nel valorizzare, nella fattura elettronica, il <CodiceDestinatario> con “0000000” (n. 7 zeri) utilizzato anche quando il destinatario non è in possesso o non ha comunicato all’emittente il codice ricevuto dallo SDI.

Inoltre, le informazioni anagrafiche riporteranno il codice fiscale e non la partita IVA.

Quando la fattura viene trasmessa ed accettata dallo SDI, previo i consueti controlli formali, sarà resa disponibile al destinatario soggetto privato in una apposita aria del sito dell’AdE.

L’emittente è tenuto comunicare al destinatario la disponibilità della fattura nella detta area del sito dell’AdE.

Insieme a tale comunicazione, sarà possibile anche allegare una copia in formato PDF o cartacea della fattura o, ancora, renderla disponibile in apposita sezione del proprio sito web.

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